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CESENA

Specie migratrice, nidifica dalla Scandinavia all’Asia settentrionale e sverna nell’Europa occidentale, centrale e meridionale e sulla sponda settentrionale del Mediterraneo. La migrazione post-riproduttiva verso i quartieri di svernamento inizia a settembre e culmina tra novembre e dicembre, mentre quella pre-riproduttiva verso i quartieri di nidificazione inizia a febbraio. Nidifica nelle aree boschive e ai margini di foreste di betulle, pini, abeti rossi, ontani, spesso all’interno di zone umide, vicino a prati, valli fluviali, torbiere e paludi, ma si trova anche in parchi, frutteti, giardini, ai margini dei terreni agricoli. Alle latitudini inferiori raggiunge i 2.400 metri di quota, ma le maggiori densità si registrano tra gli 800 e i 1.600 metri. Durante la migrazione e in inverno, frequenta habitat più aperti e radi come campi e pascoli, terreni agricoli, boschi e arbusti.

Per taglia, si situa tra la tordela e il tordo sassello. Monogama e territoriale, conduce vita gregaria in tutte le stagioni, mantenendo un comportamento sociale anche nel periodo riproduttivo, nidifica in piccoli nuclei di 10-20 coppie e difende coraggiosamente il suo territorio. È prevalentemente insettivoro durante la stagione riproduttiva e frugivoro in autunno-inverno; analogamente al Merlo, è capace di scavare nella neve, alla ricerca del cibo e di entrare in acque poco profonde per catturare pesci di piccola taglia. In Italia è migratrice regolare tra marzo e metà aprile e tra ottobre e novembre e nidificante tra aprile e maggio. Sverna in modo omogeneo nel centro-nord, dove frequenta i frutteti, le zone coltivate ed i boschi, in genere a quote comprese tra i 200 e i 1.000 metri. La specie classificata nella categoria a Rischio minimo della Lista Rossa dell’IUCN delle specie minacciate.

Descrizione

Raggiunge la lunghezza di circa 26 cm, con apertura alare 39-42 cm e un peso medio di 100 g. A differenza degli altri tordi, ha una colorazione relativamente vivace. Caratteristica distintiva è il grigio ardesia della testa e della parte posteriore del collo e groppa, che contrasta con il marrone del dorso e delle ali e il nero della coda. Le parti inferiori sono biancastre, fortemente ombrate di giallo-arancio sul petto e segnate da striature nerastre, che spesso sfumano in macchie nere sui lati del petto. La parte inferiore delle ali è bianca come nella tordela. È sempre presente un leggero sopracciglio chiaro, l’iride è bruno scuro. Ha becco robusto, giallo e zampe nero-brunastre. I sessi non presentano alcun dimorfismo

Biologia

Il suo ciclo vitale può superare i 18 anni. I due sessi raggiungono la maturità sessuale a dodici mesi. Specie migratrice, conduce vita gregaria in tutte le stagioni dell’anno e può formare stormi di centinaia o, addirittura, migliaia di individui, spesso insieme al tordo sassello. Mantiene un comportamento sociale anche nel periodo riproduttivo e nidifica in piccoli nuclei di 10-20 coppie, che sfruttano comuni aree di alimentazione; ciascuna coppia conserva, comunque, un esclusivo territorio, limitatamente alle immediate vicinanze del nido. Territoriale, difende coraggiosamente il suo territorio. Rumorosa nella stagione riproduttiva, è schiva e guardinga in inverno. Possiede un volo alto e leggermente ondulato, alternando potenti battiti d’ala a brevi planate ad ali aperte o chiuse. Sulle lunghe distanze, gli stormi si mantengono alti con un volo rapido, forte e diretto; sono stati monitorati dal radar stormi in volo fino a 3.270 metri dal suolo. Sul terreno, cammina con portamento eretto e saltella con eleganza. Il suo comportamento ricorda quello della tordela, da cui si differenzia per la coda più corta

Alimentazione

Come per la maggior parte dei Turdidi, la dieta della cesena dipende dalle disponibilità offerte dall’ambiente e varia a seconda della stagione: nelle aree di nidificazione si ciba di insetti e delle loro larve (ditteri, imenotteri, lepidotteri, ortotteri), anellidi, lumache, ragni, ma anche dei semi delle conifere e delle piante da fiore, di germogli e boccioli. Come il merlo, è capace di scavare nella neve per arrivare al terreno sottostante, alla ricerca del cibo e di entrare in acque poco profonde per catturare pesci di piccola taglia. La dieta dei pulcini è composta prevalentemente da invertebrati. Nelle aree di svernamento, la sua dieta comprende frutta e bacche come cachi, mele, pere, uva, agrifoglio, biancospino, edera, ginepro, mora, rosa canina, sorbo e tasso

Riproduzione

Monogama, è l’unico turdide che nidifica volentieri in colonie. La specie è nidificante in tutta l’Europa nord-orientale, dalla tundra artica fino agli Urali. A marzo-aprile, gli uccelli lasciano i loro quartieri di svernamento e si spostano a nord verso i loro siti di nidificazione in Europa, fino alla Scandinavia. La stagione riproduttiva è compresa tra aprile e fine agosto, a seconda della latitudine. I maschi svolgono un’intensa attività di inseguimenti e combattimenti. La parata nuziale ha un rituale assai semplice: il maschio canta e saltella attorno alla compagna, tenendo il corpo orizzontale, le ali semiaperte e la coda spiegata e abbassata. Nidifica in foreste rade di conifere, ai margini di boschi misti e anche in frutteti e campagne con grandi alberi. Il nido, a forma di coppa, è costruito dalla femmina abbastanza in alto (in media da 7 a 8 m), generalmente sulla forcella di un albero, contro il tronco o su un ramo, utilizzando erbe, muschio, peli di animali e fuscelli impastati e cementati con fango. Le quattro-sei uova, blu pallido, screziato più o meno estesamente di marrone-rossastro, sono incubate dalla femmina per 13-14 giorni, mentre i pulcini sono accuditi da entrambi i genitori per circa due settimane. Nell’anno può compiere una o due covate. Nei dintorni delle colonie di nidificazione allontana i potenziali predatori (corvidi e rapaci), da sola o in gruppo spruzzandoli di escrementi

In Italia è migratrice regolare tra marzo e metà aprile e tra ottobre e novembre, svernante, parzialmente sedentaria, nidificante tra aprile e maggio. I contingenti che transitano in Italia originano soprattutto dalla Finlandia meridionale, dagli Stati Baltici e dall’Europa centrale. Nidifica esclusivamente sulle Alpi, anche se in modo discontinuo, con maggior diffusione e consistenza nei settori valdostano, lombardo, trentino e altoatesino, che sono stati i primi ad essere colonizzati. Sta colonizzando progressivamente tutti i settori della catena alpina con due popolazioni distinte, una “di montagna”, che presenta una distribuzione irregolare, e l’altra più continua “di pianura”, che segue i principali fondovalle. I nidi vengono costruiti all’interno di pinete o in boschi di latifoglie, in prossimità di praterie, paludi, frutteti, parchi e giardini. In inverno, tende ad abbandonare la vegetazione d’alto fusto, per frequentare zone di aperta campagna e terre coltivate, in cerca di invertebrati. Si mantiene, comunque, nelle vicinanze degli alberi da frutto che, nel caso di inverni particolarmente rigidi, possono rivelarsi preziose fonti di cibo. Il carattere gregario e nomade viene evidenziato durante lo svernamento quando gruppi, formati da centinaia fino a un migliaio di individui, si muovono alla ricerca del cibo. Sverna in modo omogeneo nel centro-nord, mentre risulta più sporadica al sud. In genere si trova a quote comprese tra i 200 e i 1.000 metri.

La popolazione italiana stimata in 5.000 – 10.000 coppie. L’areale della popolazione italiana è vasto, ma la specie risulta in decremento del 53% nel periodo 2000 – 2010, per cause non completamente chiare e, pertanto, la specie viene classificata Vulnerabile. La specie è in aumento in diversi Paesi limitrofi all’Italia, che è comunque situata al margine dell’areale. Per questa ragione, assieme al fatto che la specie è migratrice a corto raggio e svernante in Italia, non è possibile escludere l’immigrazione da fuori regione e la specie viene pertanto declassata a Quasi Minacciata

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